“ShopCall e i social, la ricetta per ripartire”: la storia di Manuela Pecchio di Didì Dual Design, Bra

“ShopCall e i social, la ricetta per ripartire”- la storia di Manuela Di Pecchio di Didì Dual Design, Bra

 

Lo dice Confcommercioi negozi di abbigliamento sono una delle categorie più colpite dalle restrizioni imposte dal Covid, con fatturati a picco e vendite in calo anche del 30%.

Tra i principali motivi alla base di questa crisi di settore, la propensione dei clienti a voler provare un capo di abbigliamento prima di acquistarlo e la presenza, ancora limitata, dei negozianti di quartiere sulle piattaforme di e-commerce e le vetrine social.

Sommati, questi fattori, hanno provocato una progressiva scomparsa della categoria delle piccole insegne fashion dai radar dei consumatori, a vantaggio delle grandi catene di abbigliamento che hanno arricchito le proprie tasche grazie a carrelli digitali sempre più pieni.

Ma invertire il trend si può: bastano un po’ di astuzia, tanta buona volontà e lo strumento giusto.

Partiamo dalla fine: l’alleato per chi vuole approdare online senza stress, vendendo anche quando le serrande sono abbassate e continuando ad avere un ruolo di consulente per i propri clienti, si chiama ShopCall. È una piattaforma di video commerce tanto innovativa quanto semplice da utilizzare che permette di comunicare in videochiamata con i clienti, di mostrare i prodotti via smartphone e di concludere subito l’acquisto, con tanto di pagamento e gestione della spedizione. Il tutto senza dover installare nulla, senza il bisogno di avere un sito o tanto meno un complesso servizio di e-commerce. 

Acquisito il tool per entrare subito nel mondo dello shopping online non resta che ingegnarsi su come incuriosire i clienti e invogliarli all’acquisto.

Tra i negozi all’avanguardia, convinti utilizzatori di ShopCall, un caso d’eccellenza per intraprendenza e dinamismo è Didì Dual Design, un fashion concept store di Bra, la città Slow, in Piemonte. 

Come tutte le insegne retail, anche Didì Dual Design ha vissuto il tornado Covid-19: lockdown, serrate, restrizioni, clienti non ancora pronti a tornare alla normalità. Ma ha saputo reagire e riprendere quota.

Come? Ce lo racconta Manuela Pecchio, proprietaria del negozio e motore creativo della sua rinascita.

“I miei clienti vivono sullo smartphone: è lì che dobbiamo essere”

Manuela ha aperto il negozio di abbigliamento Didì Dual Design quasi 20 anni fa. Nel tempo l’insegna si è affermata come un punto vendita storico di Bra, riferimento in città e nei dintorni della moda femminile che fa tendenza. Frequentato da una clientela ricercata, Didì Dual Design è un concept store multibrand popolare e popolato, luogo d’incontro, spazio aperto alla curiosità e ai vezzi delle acquirenti, principalmente donne dai 20 in sù amanti di uno stile esclusivo.

Fino alla settimana del 9 marzo 2020, quella che ha cambiato per sempre l’Italia e gli italiani.

È la settimana in cui viene annunciato il primo lockdown e in cui i negozi, Didì Dual Design incluso, sono costretti a chiudere senza sapere quando e a quali condizioni potranno riaprire.

È qui che scatta, nella mente di Manuela, la voglia di reagire e di superare gli ostacoli, avvicinandosi ancora di più al mondo digitale e social, diventando un esempio virtuoso da cui prendere ispirazione.

Ecco la sua ricetta per il successo.

Quanto hanno influito le restrizioni dettate dal Covid-19 sul giro d’affari del negozio?

L’impatto è stato fortissimo. Anche se tutto il settore della vendita al dettaglio ha subito un contraccolpo notevole dovuto alle serrate imposte dalla pandemia, i negozianti della nostra zona sono stati particolarmente colpiti: Bra è una città che vive di turismo enogastronomico e a beneficiarne sono sempre stati anche gli altri settori del commercio. Con il blocco agli spostamenti il flusso di visitatori si è arrestato di colpo e, insieme a lui, anche le vendite di tutte le insegne in città. Abbiamo vissuto un crollo fulmineo, inaspettato e senza precedenti.

È stato il mondo dell’e-commerce ad aiutarvi a rimanere a galla in un periodo di grande crisi?

Creare un sito di e-commerce è stato il nostro primo pensiero alla notizia dell’imminente lockdown, ma ci siamo subito dovuti scontrare con le difficoltà del caso: organizzare una vetrina digitale, attrezzata per vendere online, richiede un lavoro molto intenso, un impegno importante anche solo per realizzare gli scatti fotografici dei capi da esporre, e un investimento economico rilevante equiparabile a quello per aprire un negozio fisico. Ad oggi abbiamo una sezione, all’interno del nostro sito internet, in cui vendiamo alcuni capi, ma non può essere definito un vero e proprio e-commerce.

Quali strumenti avete utilizzato, quindi, per rimanere allacciati alla clientela, seppur a distanza?

Il primo gancio che ci ha permesso di non perdere il contatto quotidiano con le nostre clienti sono stati senza dubbio i social media. Abbiamo intensificato la nostra presenza su Instagram e su Facebook: creiamo storie in cui comunichiamo ai clienti le offerte speciali, le novità e mostriamo i nuovi arrivi anche indossandoli. Proponiamo spesso anche dirette Instagram in cui mostriamo i capi indossati, ne spieghiamo le caratteristiche, diamo suggerimenti per le taglie, gli abbinamenti e gli utilizzi. Cerchiamo di aiutare i clienti nelle scelte: la possibilità di vedere un capo di abbigliamento su un corpo che si muove aiuta a comprenderlo meglio rispetto all’immagine statica e rende più semplice intuire come può risultare su diverse fisicità. Insomma: grazie al video continuo a mettere a frutto la mia passione per la moda e l’esperienza ventennale come commerciante.

Dalla comunicazione alla vendita: come si conclude un acquisto online senza un sito di e-commerce?

Attraverso la comunicazione sui social media e l’utilizzo del video commerce offriamo molto più di un prodotto in vendita: noi offriamo un’esperienza.

Diamo al cliente la possibilità di sentirsi ancora seguito da me o dalle mie assistenti come se fosse realmente in negozio, di sentirsi consigliato e coccolato, di ricevere tutte le spiegazioni che desidera, soprattutto quando si tratta di acquistare un capo importante.

Dopo la spiegazione, però, deve seguire l’acquisto, altrimenti rischiamo di investire del tempo senza un reale ritorno economico.

Inizialmente avevo provato ad utilizzare WhatsApp: venivo contattata dai clienti, organizzavo videochiamate di presentazione dei prodotti, ma, non potendo finalizzare la transazione attraverso l’applicazione, spesso la vendita saltava, malgrado il tempo speso.

Poi ho scoperto ShopCall: grazie ad un’iniziativa di Ascom Bra, che ha siglato una convenzione con la piattaforma di video call shopping, ho potuto conoscere e utilizzare il servizio. È stato un grande aiuto per sopportare il peso delle chiusure e del ridotto afflusso di clienti e turisti in città. E mi ha permesso di scoprire tutte le potenzialità di questo strumento. ShopCall mi consente di integrare in un unico canale tutto ciò che mi serve per comunicare e vendere, direttamente e comodamente. Con ShopCall posso interagire in video con ogni singolo cliente e seguirlo durante lo shopping e, scelti i capi di interesse, posso concludere subito la trattativa, con tanto di pagamento integrato e gestione della spedizione. 

Dopo tanti mesi di utilizzo con successo posso confermarlo: ShopCall è uno strumento funzionale ed efficace, ideale per vendere online con semplicità, riscoprendo il piacere di servire e coccolare il cliente!

banner_shopcall_Blog-ita-1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *